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Terre Verdiane

Il caseificio Stallone si  trova al centro delle terre verdiane, a due passi dalla storica residenza del maestro, la villa di S.Agata. Una terra generosa, dove l’Arda e l’Ongina si perdono nelle acque del Grande Fiume, tra nebbie silenziose e meriggi infuocati.

Verdi si trasferì’ definitivamente nella tenuta di S.Agata nella seconda meta’ dell’ottocento, qui amministrava le sue terre che nel tempo arrivarono a una superficie  di 1000 ettari. La campagna divenne la sua seconda occupazione, tanto che il Maestro era considerato uno degli imprenditori agricoli più’ influenti della provincia.
Verdi era particolarmente legato alla sua terra, le luci, i colori, le voci, i silenzi di questa campagna ispirarono i suoi capolavori.

Il maestro amava vino, salumi, FORMAGGIO GRANA prodotti nei suoi poderi e prediligeva i piatti semplici e genuini della cucina emiliana rispetto ai sapori elaborati dei ristoranti che era abituato a frequentare, in numerose lettere (scritte insieme alla moglie Giuseppina) riporto’ suggerimenti, ricette e aneddoti di cucina.

Nella sua residenza a S.Agata verdi organizzava pranzi conviviali, in cui i frutti tipici della sua terra non mancavano mai. A lui grandi hanno dedicato piatti : primo fra tutti il francese Henry Paul Pellaprat (1869-1952) che dedico’ al Maestro un risotto a base di funghi asparagi e prosciutto cotto.

Tra le ricette ispirate a Verdi anche gli spaghetti alla Traviata una ricetta gustosa dai colori patriottici, a base di pomodoro, basilico fresco e una generosa spolverata di GRANA

La Piacentinità di Verdi

Nacque a Roncole in provincia di Parma, dove il nonno vi si era trasferito dal piacentino per gestire un’osteria.
La famiglia paterna aveva gravitato sempre, dal seicento e ottocento, tra Villanova e S.Agata nel piacentino.
La famiglia materna, gli Uttini, aveva vissuto sempre tra Saliceto e Chiavenna Landi in terra piacentina.
Stabili’ la sua dimora a sinistra del torrente Ongina nel piacentino.
Nella quiete di S.Agata compose i suoi più grandi capolavori.
A Piacenza aveva grandi amici, come il capostazione Mazzacurati, il calzolaio Zaffignani, l’avvocato Grandi.
Di Piacenza fu consigliere provinciale, così come fu consigliere comunale di Villanova sull’Arda.
Faceva capo a Piacenza (al cui hotel S.Marco alloggiava), per spedire o ricevere merci oltre che per i suoi viaggi.
Era presidente “ad honorem” del Circolo Musicale Piacentino.
Nel suo testamento il maestro lasciò beni per opere sociali a Villanova, Fiorenzuola e Cortemaggiore tutti nel piacentino.
Aveva donato a Villanova un ospedale che ancora oggi porta il suo nome, per il mantenimento del quale aveva lasciato buona parte delle sue proprietà terriere.