Le origini di questo alimento sono assai antiche ed incerte. La scoperta, probabilmente, fu casuale: il latte, se conservato in otri ricavati dalla pelle o dallo stomaco degli animali, poteva  entrare in contatto con particolari tipi di fermenti e, grazie all’azione del calore, tramutarsi naturalmente in yogurt.

L’etimologia del termine yogurt ha origini caucasiche, per questo si ritiene che siano state le popolazioni Turco-Altaiche o Uralo-Altaiche a diffonderlo.

In seguito agli intensi scambi commerciali e militari con le popolazioni che ne facevano uso, lo yogurt si diffuse in Occidente fra fenici, greci, egizi e romani. L’opera di diffusione continuò, al contempo, in Oriente: la presenza dello yogurt tra le ricette dei primi libri arabi di cucina e all’interno delle novelle de Le mille e una notte dimostra la sua diffusione fra i popoli della penisola arabica. Lo yogurt incontrò un eccezionale successo anche in India, ove tutt’oggi costituisce uno dei principali alimenti della dieta locale.

Circondato dalla fama di panacea, di rimedio per l’insonnia e la tubercolosi, nonché di ausilio per la rigenerazione del sangue, lo yogurt non era mai stato analizzato dal punto di vista scientifico. Così Ilya Ilyich Mechnikov, microbiologo russo, incuriosito dalla longevità delle popolazioni bulgare che facevano grande uso di yogurt, fu il primo a studiarlo in laboratorio. Egli riuscì ad isolare il Lactobacillus bulgaricus, uno degli organismi responsabili della fermentazione del latte. Credendo che questo lattobacillo fosse essenziale per la buona salute, riuscì a convincere l’imprenditore Isaac Carasso a sviluppare tecnologie industriali per la produzione dello yogurt.

Nel 1919 Carasso realizzò il primo stabilimento commerciale per la produzione di yogurt a Barcellona, chiamando la sua impresa Danone, nome che porta ancor oggi.