“I formaggi piacentini da alcuni sono chiamati parmigiani perché a Parma se ne producono di simili non molto diversi per qualità”

Con questa affermazione di Pantaleone Da Confienza, contenuta nella Summa lacticiniorum, si potrebbe chiudere un’annosa diatriba tra i territori del Ducato.

Il formaggio piacentino è stato oggetto anche di tentativi di corruzione diplomatica, come racconta Ortensio Landi in Sere stentato, descrivendo il progetto proposto a Papa Leone X di inviare cento some di formaggio piasentino per corrompere Lutero e i suoi protettori.

Ode al piasentino

Nel ‘500 il conte piacentino Giulio Landi scrisse un’ode accompagnatoria di una forma di cacio piasentino inviata in regalo al cardinal Ippolito de’ Medici.
In essa celebrava il Serenissimo re della Virtù (il grana), spiegando perché i piasentini erano superiori: mucche più belle, erbe migliori, sale più pregiato, casari artisti.

La grande abbuffata (1973) di M.Ferreri

Marcello Mastroianni, pilota d’aereo, ha portato in prima classe – e senza farlo toccare dalle hostess – una forma intera di Grana Padano per gli amici, trattandolo come se fosse un bene prezioso. Ugo Tognazzi ha commentato: “senza pere…. Mah!”