Lo scopo era “
la manipolazione del latte prodotto dai soci e la vendita dei latticini per ripartirne tra i soci i profitti reali in ragione del latte fornito”.
Inizia così, in un grande edificio di mattoni rossi a poche centinaia di metri dal Grande Fiume Po, la storia di un‘azienda che, dai 9.000 quintali di latte annui
che venivano conferiti negli anni 40/50, oggi trasforma
95.000 quintali di latte ogni anno, per ottenere circa
35.000 forme di Grana Padano Dop.
Diverse sono le tappe aziendali;
negli anni ‘60 i soci raggiunsero il tetto di 80 unità con il conferimento di 30.000 quintali di latte.
Negli anni ‘70 l‘agricoltura subì un grande processo di trasformazione, con la riduzione drastica del numero di addetti, lo spopolamento delle campagne
verso la città, l‘estensione agreste in parte abbandonata o passata in mano a grandi agricoltori latifondisti. I soci aderenti alla cooperativa subirono un calo
fisiologico, compensato però dall‘aumento del latte conferito, pari a 65.000 quintali, grazie alle prime trasformazioni tecnologiche.
Nel 1983 la Latteria Sociale diede l‘avvio alla costruzione del nuovo stabilimento, ancor oggi operativo, puntando alla ricerca e sperimentazione per l‘ottenimento di
un prodotto genuino e di alta qualità: il formaggio Grana Padano, riconosciuto a Denominazione d‘Origine nel 1954 e, nel 1996, a
Denominazione d‘Origine Protetta.
La storia della Latteria Sociale Stallone conserva un episodio drammatico: nel 1991 un incendio distrusse completamente il magazzino di stagionatura distruggendo le 20.000 forme di grana che vi erano depositate.
Ma da quell‘incidente si rinsaldò il legame dei soci con l‘azienda ed il valore della cooperazione che, in breve tempo, diedero inizio ad una ripresa che attualmente vede la
Latteria Sociale Stallone essere
una delle più importanti aziende di produzione di Grana Padano Dop della provincia di Piacenza.
Attualmente la Latteria Sociale Stallone è costituita da 14 soci.